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Title: Essere sè stessi : rifrazioni dell'individualismo tra i giovani-adulti calabresi
Authors: Jedlowski, Paolo
Keywords: Individualismo
Individualizzazione
Auto-narrazioni
Temporalità
Giovani adulti
Issue Date: 7-Dec-2021
Publisher: Università della Calabria
Series/Report no.: SPS/10;
Abstract: Il lavoro di ricerca che presento in queste pagine si articola idealmente lungo due binari. Il primo è il tentativo di mostrare come individualismo e modernità siano correlati: attraverso la rilettura di alcune teorie sociologiche, ho cercato di mettere in luce come l’idea che le società europee moderne e tardo moderne avevano della loro epoca abbia influenzato il modo di guardare all’individualismo. Il secondo consiste in una ricerca empirica. Non si tratta però di percorsi separati: in più punti questi si uniscono. Per quanto concerne la ricerca teorica, presentata nel primo capitolo, si tratta a grandi linee, della storia del concetto d’individualismo: partendo dalla nascita del termine e attraversando le diverse culture europee che tra la fine del XVIII secolo e la fine del XIX hanno dato differenti accezioni alla parola, darò conto dei significati dell’individualismo nelle opere dei classici della sociologia (Durkheim, Simmel e Weber), per poi affrontare il discorso teorico sull’argomento proposto da alcune delle scuole di pensiero del Novecento (Suola di Francoforte e sociologia statunitense tra gli anni Settanta e Ottanta), giungendo, infine, alle teorie più recenti sull’individualismo riflessivo (Beck). Ciò che emerge dalla storia dell’individualismo è la molteplicità di significati del termine, ma anche gli scopi diversi a cui esso si è prestato e le sue connotazioni correlate (fra descrizione, critica e apologia dell’esistente): a parlare, nella teoria sociale, è pur sempre qualcuno, e il suo posizionamento nel discorso pubblico rende conto di ciò che con “individualismo” si vuol dire. Nel contesto odierno, i contenuti del concetto variano ancora, conservando però il rischio implicito in ogni concetto: il rischio di trasformarsi in una generalizzazione, seppur “autorevole”, che può finire con l’indebolire la nostra capacità di guardare ai fenomeni sociali piuttosto che con l’agevolarla; in altri termini, il rischio è di semplificare eccessivamente la complessità del reale. Alla verifica della tenuta effettiva del concetto ci si può accostare solo facendo indagini, e a questo sono dedicati i capitoli che seguono. Il concetto d’individualismo così com’è oggi proposto dai principali esponenti della teoria sociale fornisce una chiave: a leggerlo con attenzione indica ciò che, nella realtà, al concetto dovrebbe corrispondere. Rilevato ciò, è possibile provare a verificare l’esistenza e la consistenza dei fenomeni cui intende riferirsi, e a individuare ciò che eventualmente in essi rischia di sfuggire al concetto. A questo scopo è designata la ricerca empirica che segue la prima parte teorica del lavoro. Prima di svolgere le interviste si è reso però necessario operativizzare un concetto complesso come quello d’individualismo, renderlo, cioè, oggetto di colloquio. A partire dalla teoria e dall’attuale contesto sociale ho individuato quelle che mi sono sembrate le tematiche essenziali per discutere di individualismo (accelerazione dei ritmi di vita, individualizzazione dalla famiglia, differenziazione e visione del futuro). Queste saranno approfondite nel secondo capitolo. Si tratta di uno schema teorico e non necessariamente esaustivo; tuttavia queste componenti racchiudono un’altra serie di questioni (autonomia, elementi di decelerazione, competizione, amicizia) cosicché, nel complesso, mi è parso che il suddetto schema potesse essere funzionale per indagare molti degli aspetti rilevanti nella produzione di narrazioni sull’individualismo. Sulla base di questo schema ho posto una serie di domande di ricerca funzionali alla stesura di una traccia d’intervista, perfezionata dopo cinque interviste esplorative. Nel condurre la ricerca empirica, innanzitutto, ho scelto un universo empirico di riferimento - giovani-adulti calabresi con un buon tasso d’istruzione, maschi e femmine, metà dei quali migrati in altre zone d’Italia - e un metodo di ricerca - interviste narrative semi-strutturate. Di queste scelte darò conto nel terzo capitolo. Ho così incontrato (di persona e in parte necessariamente on line per via dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del COVID-19) venti giovani, raccogliendo le loro narrazioni per ciò che direttamente e indirettamente concerne i fenomeni cercati. I risultati sono raccolti nei capitoli centrali dell’elaborato, e sono stati commentati e messi a confronto facendo riferimento alla letteratura più recente su argomenti per molti versi analoghi, relativa soprattutto ai giovani-adulti di oggi in diverse aree d’Italia. Complessivamente, come sarà possibile leggere nell’ultimo capitolo, nelle narrazioni esaminate compaiono atteggiamenti e riflessioni attinenti all’organizzazione concreta della vita quotidiana che possono essere compresi entro la nozione d’individualismo. Ma si tratta di un individualismo articolato, rielaborato e interpretato in modi che non corrispondono del tutto a ciò che il senso comune porta ad attendersi. Quello che emerge è un individualismo tutt’altro che esasperato, e piuttosto mitigato da diverse controspinte. È un individualismo riflessivo, in cui indubbiamente i soggetti hanno il senso del proprio essere individui e ne riconoscono il valore, e in cui sono impegnati a definirsi e a definire le proprie traiettorie di vita in modi autonomi, ma dove le relazioni con gli altri (specie famiglia d’origine, partner amoroso e amici) e un diffuso senso di responsabilità verso costoro mitigano tanto lo spirito competitivo quanto l’egoismo che, nei discorsi più correnti, sono spesso associati al termine d’individualismo. Se si colgono poche tracce di quello che potrebbe essere chiamato un senso dell’agire collettivo ed è riscontrabile un ripiegamento su sé stessi e sui propri affetti, ciò non esclude un attivo e ricorrente confrontarsi con quelle che sono percepite come proprie responsabilità, con le opportunità presenti e con ciò che la propria voce interiore richiede. Inoltre, la spinta motrice di questo ripiegamento non è il soddisfacimento immediato di bisogni egoistici, piuttosto un sentimento d’impotenza nei confronti di fenomeni sociali percepiti come troppo più grandi per essere modificati. Per questo motivo, descrivendo questo tipo d’individualismo, utilizzerò l’espressione privatismo stoico, che restituisce l’immagine di un individuo, da un lato, non completamente isolato, dall’altro, attento alla distinzione tra ciò che è a portata del suo agire e ciò che non lo è (ciò che appunto l’antico pensiero stoico in fin dei conti indicava).
Description: Dottorato di Ricerca in Politica, Cultura e Sviluppo. Ciclo XXXIII
URI: https://hdl.handle.net/10955/5584
Appears in Collections:Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Tesi di Dottorato

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