Please use this identifier to cite or link to this item: https://hdl.handle.net/10955/5606
Title: Las monedas sociales : ripensare la questione della moneta alla luce delle crisi del nostro tempo
Authors: Jedlowski, Paolo
Lucarelli, Stefano
Orzi, Ricardo
Keywords: Processi bottom-up
Circuit of Commerce
Questione della moneta
Monete complementari
Riproduzione sociale
Issue Date: 28-Jul-2021
Publisher: Università della Calabria
Series/Report no.: SPS/09;
Abstract: La presente tesi indaga la possibilità che esistano circuiti, che promuovono strumenti monetari e finanziari, nati da istanze bottom-up, capaci di ridefinire le “regole del gioco” socio-economico. Il metodo di ricerca adottato è prevalentemente etnografico. L'attenzione è posta in particolare su due monedas sociales - il Chipico, istituito in seno alla Chipica, cooperativa de trabajo con sede a Mendoza e il Puma, istituito all’interno della Red Puma, con sede a Siviglia - e al contesto in cui sono state istituite ed in cui circolano, soffermandosi su alcune dimensioni che lo contraddistinguono: socioculturale, economica, politico-organizzativa, ecologica e formativa. Il metodo di ricerca etnografico è particolarmente adatto a cogliere le interrelazioni fra le concezioni della moneta che caratterizzano le due esperienze e gli elementi del modello di riproduzione sociale sperimentato su piccola scala (il quale rinvia a una gamma estesa di significati, di istanze e di pratiche socio-economiche e politiche). La prima parte della ricerca viene dedicata a ricondurre il tema delle monedas sociales nella più vasta riflessione che concerne la questione della moneta. Qui vengono definite sia la cornice concettuale, che l’impalcatura teorica del lavoro. L’esplorazione di sub-questioni quali l’origine della moneta, la sua natura e la questione della sovranità monetaria hanno permesso di far emergere alcuni aspetti che indicano che la moneta si presenta nella sua veste di strumento utilizzato in ambito economico ma che è intimamente – ontologicamente – legata alle dimensioni della politica e della “giustizia sociale”. Ciò che appare è che il fenomeno monetario fa riferimento ad una relazione ancestrale che lega l’umanità al debito che, in altri termini, può essere definito come la secolarizzazione del nostro rapporto con la mancanza e, quindi, con la necessità di organizzarsi collettivamente per farvi fronte. Le questioni che emergono da questo primo capitolo si rivelano importanti soprattutto all’interno del filone di studi che si dedica al tema delle complementary and community currencies il quale non ha ancora assunto a pieno la centralità della questione della moneta per comprendere la natura delle sperimentazioni monetarie contemporanee, alcune delle quali stanno aprendo domande radicali, problemi fondamentali che non trovano spazio all’interno della scienza economica mainstream. La seconda parte viene dedicata alla ricerca empirica. Si apre con la descrizione del processo che ha portato alla scelta dei due casi studio. Una delle discriminanti è stata la constatazione che il termine moneda social è nato in Argentina sul finire degli anni Novanta, mentre la Spagna è il territorio nazionale con il maggior numero di sperimentazioni monetarie che si presentano attraverso la denominazione moneda social. La ricerca continua attraverso l’esposizione e la descrizione del metodo, cioè degli strumenti reputati funzionali agli scopi della ricerca tra cui spicca uno strumento “multiuso”, costruito ad hoc per svolgere le fasi di raccolta e analisi dei dati, oltre che per svolgere la comparazione tra i casi in modo intuitivo. L'indagine mette in evidenza che le due esperienze sono accomunate da una sensibilità verso le ingiustizie create dal sistema capitalistico e si costituiscono a partire da una postura critica rispetto ad alcune logiche che lo caratterizzano. Nonostante ciò, si rivelano profondamente differenti per ciò che concerne le pratiche, in ogni ambito. Questo è dovuto principalmente alle influenze dei contesti geo-politici in cui sono inserite e anche alle influenze teoriche e ideologiche che vengono scelte per formare la propria identità. Inoltre, emerge che i processi di formazione continua sono un elemento essenziale di fronte alla necessità di costruire sostenibilità ed efficacia. L’ambizione è quella di mostrare il ruolo giocato dallo strumento monetario nelle pratiche del cambiamento sociale che emergono dai casi studio. Ciò che emerge dall’analisi è che l’introduzione di uno strumento monetario proprio non rappresenta una condizione sufficiente per determinare nuove forme di organizzazione dei processi produttivi e distributivi; tuttavia, emerge chiaramente che la moneta è in grado di cristallizzare nuovi tipi di legami sociali – sostenibili nel tempo - se inseriti, in modo coerente, all’interno di un progetto più ampio. Inoltre, risulta fondamentale la ricerca di coerenza tra le pratiche messe in campo ed i valori che ispirano l’esperienza (anche in riferimento alla pratica di istituzione monetaria). Da ultimo, è bene riportare che emerge anche la necessità di riflettere sui differenti modelli economici proposti in seno alle due esperienze, i quali si presentano nella loro alterità ma che, al contempo, non sembrano escludersi a vicenda. Le due esperienze studiate mettono in moto due progetti radicalmente differenti poiché ripensano le pratiche produttive e di scambio a partire da paradigmi lontani tra di loro - ma che non si escludono a vicenda - come quello dell’autogestione del processo produttivo (finalizzato ad ottenere il “giusto beneficio monetario” per raggiungere lo status di vita dignitosa) e quello della cura reciproca (finalizzato a ripristinare le relazioni autentiche di vicinato).
Description: Dottorato di Ricerca in Politica, Cultura e Sviluppo. Ciclo XXXII
URI: https://hdl.handle.net/10955/5606
Appears in Collections:Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Tesi di Dottorato

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