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<title>Dipartimento di Culture, Educazione e Società - Tesi di Dottorato</title>
<link href="https://hdl.handle.net/10955/102" rel="alternate"/>
<subtitle>DiCES</subtitle>
<id>https://hdl.handle.net/10955/102</id>
<updated>2026-04-17T13:18:31Z</updated>
<dc:date>2026-04-17T13:18:31Z</dc:date>
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<title>Modellazione di linguaggi naturali e artificiali attraverso la scienza delle reti</title>
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<name>Bertacchini, Francesca</name>
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<name>Bilotta, Eleonora</name>
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<name>Pantano, Pietro</name>
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<id>https://hdl.handle.net/10955/5384</id>
<updated>2024-10-01T08:09:06Z</updated>
<published>2012-12-17T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Modellazione di linguaggi naturali e artificiali attraverso la scienza delle reti
Bertacchini, Francesca; Bilotta, Eleonora; Pantano, Pietro
Scuola di Dottorato "Archimede" in Scienze, Comunicazione e Tecnologie, Dottorato di Ricerca in Psicologia della programmazione e Intelligenza Artificiale Ciclo XXV
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<dc:date>2012-12-17T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Studio acustico-percettivo di contrasti fonemici dell'italiano L2: migranti culturali a confronto</title>
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<name>Frontera, Manuela</name>
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<name>Ventura, Alberto</name>
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<name>Romito, Luciano</name>
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<id>https://hdl.handle.net/10955/1722</id>
<updated>2024-03-11T11:40:54Z</updated>
<published>2017-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Studio acustico-percettivo di contrasti fonemici dell'italiano L2: migranti culturali a confronto
Frontera, Manuela; Ventura, Alberto; Romito, Luciano
Dottorato di ricerca in politica, cultura e sviluppo, Ciclo XXIX, a.a. 2016-2017
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<dc:date>2017-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La scienza delle lettere ('ilm al-huruf) nell'Islam: dalla tradizione classica all'Unmudag al-farid di Ahmad al-'Alawin (1869-1934)</title>
<link href="https://hdl.handle.net/10955/1693" rel="alternate"/>
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<name>Mayerà, Gustavo</name>
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<name>Ventura, Alberto</name>
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<id>https://hdl.handle.net/10955/1693</id>
<updated>2021-02-22T09:07:46Z</updated>
<published>2017-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La scienza delle lettere ('ilm al-huruf) nell'Islam: dalla tradizione classica all'Unmudag al-farid di Ahmad al-'Alawin (1869-1934)
Mayerà, Gustavo; Ventura, Alberto
Dottorato di ricerca in Politica, cultura e sviluppo, Ciclio XXIX, a.a. 2016-2017
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<dc:date>2017-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La comunicazione delle emozioni in una lingua seconda: un'indagine acustico-uditiva</title>
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<name>Paone, Emanuela</name>
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<name>Romito, Luciano</name>
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<name>Ventura, Alberto</name>
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<id>https://hdl.handle.net/10955/1690</id>
<updated>2023-03-20T16:20:55Z</updated>
<published>2017-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La comunicazione delle emozioni in una lingua seconda: un'indagine acustico-uditiva
Paone, Emanuela; Romito, Luciano; Ventura, Alberto
La presente ricerca si è posta l'obiettivo di verificare a quali difficoltà andassero&#13;
incontro apprendenti di italiano di origine russa con un livello di competenza intermedio&#13;
(B1/B2) in contesti comunicativi che implicassero il ricorso alla prosodia emotiva della&#13;
lingua target per veicolare e interpretare significati emotivi.&#13;
Il disegno sperimentale si è articolato in due fasi: la prima relativa alla raccolta e&#13;
all'analisi del materiale emotivo (encoding), la seconda relativa alla verifica uditiva di&#13;
quest'ultimo (decoding). In relazione al processo di codifica delle emozioni, l'obiettivo&#13;
generale è stato quello di analizzare e confrontare le produzioni emotive realizzate da&#13;
due gruppi linguistici aventi una differente L1 (l'italiano e il russo). ). Nel dettaglio, le&#13;
produzioni prese in esame sono riconducibili a tre tipologie: a) parlato emotivo in&#13;
italiano L1, prodotto cioè da parlanti nativi; b) parlato emotivo in italiano L2, prodotto&#13;
da apprendenti di origine russa, c) parlato emotivo in russo L1, prodotto dai medesimi&#13;
apprendenti. In secondo luogo, l'obiettivo è stato quello di verificare se e in che misura&#13;
la L1 degli apprendenti influisse sul parlato emotivo in italiano L2 (ipotesi del transfer&#13;
prosodico).&#13;
In relazione al processo di decodifica, l'indagine uditiva è stata necessaria al fine&#13;
di verificare l'efficacia comunicativa delle produzioni analizzate. A questo proposito&#13;
sono stati elaborati e implementati due test uditivi rivolti rispettivamente ad un gruppo&#13;
di 10 apprendenti russi e ad un gruppo di 33 parlanti nativi di italiano. L'obiettivo del&#13;
test somministrato agli apprendenti era quello di verificare in primo luogo le abilità di&#13;
decodifica di questi ultimi rispetto alle produzioni emotive realizzate dagli italiani nativi&#13;
e dai parlanti russi. Per quanto concerne la verifica uditiva rivolta agli uditori italiani, il&#13;
primo obiettivo è stato quello di stabilire se e in che misura le produzioni emotive&#13;
realizzate dagli apprendenti in italiano L2 trovassero corrispondenza nei giudizi affettivi&#13;
espressi dal campione di nativi. In secondo luogo, la ricerca si è proposta di testare la&#13;
capacità degli italiani nel decodificare le produzioni emotive realizzate in italiano L1 e&#13;
in russo L1.&#13;
In relazione alle emozioni considerate, l'indagine si è focalizzata su tre stati&#13;
emotivi: collera, tristezza e gioia. In una prospettiva dimensionale, si tratta di emozioni&#13;
caratterizzate da livelli di attivazione, valutazione e potere differenti in grado di incidere&#13;
10&#13;
sulla variazione dei segnali vocali. Il materiale emotivo è stato elicitato mediante dei&#13;
dialoghi induttori, tradotti in entrambe le lingue. I dialoghi riproducevano il contesto&#13;
comunicativo di una telefonata informale tra due amici legati da un rapporto di&#13;
familiarità e confidenza. Per cogliere le variazioni vocali rispetto all'eloquio normale dei&#13;
partecipanti, è stato elaborato un dialogo "neutro", ovvero privo di reazioni emotive&#13;
importanti, in cui prevale invece il carattere informativo della telefonata, che si svolge&#13;
tra un tecnico e un cliente. L'intenzione comunicativa è stata associata ad una frase&#13;
bersaglio, la stessa per ogni dialogo. Complessivamente, sono state sottoposte ad analisi&#13;
acustica 60 produzioni emotive e 20 neutre. I parametri indagati sono stati suddivisi in&#13;
tre macro-categorie: ritmico-temporali, intonativi e relativi all'ampiezza.&#13;
Le analisi condotte sui tre corpora hanno restituito risultati per certi versi&#13;
congruenti con l'ipotesi che l'espressione vocale delle emozioni si fondi su aspetti&#13;
universali nonché su aspetti specificamente linguistici e culturali. Le produzioni&#13;
analizzate hanno mostrato una tendenza similare nella modulazione delle risorse&#13;
prosodiche, tuttavia, sembrerebbe che il fattore "emozione" non abbia influito allo&#13;
stesso modo sulla variazione dei parametri all'interno di ciascun corpus. Nell'italiano&#13;
nativo, tutte le produzioni emotive subiscono variazioni significative in termini di&#13;
durata e di velocità di articolazione, mentre sul piano frequenziale, è l'escursione&#13;
melodica il parametro maggiormente soggetto a variazioni significative. Anche&#13;
l'intensità varia sensibilmente in tutte le produzioni emotive. Nelle produzioni realizzate&#13;
dagli apprendenti in italiano e in russo, i parametri temporali e frequenziali non&#13;
subiscono variazioni significative, soltanto l'intensità dimostra una certa variabilità.&#13;
In relazione al parlato emotivo degli apprendenti, i risultati ottenuti lasciano&#13;
supporre che gli studenti siano riusciti a modulare le risorse prosodiche della L2,&#13;
tuttavia questa elasticità non si è manifestata in egual misura in tutte le emozioni, per&#13;
cui in alcuni contesti emotivi la prosodia emotiva della L1 viene utilizzata per sopperire&#13;
a queste difficoltà. Ad esempio, le produzioni degli italiani si caratterizzavano per una&#13;
maggiore estensione tonale, variabilità di f0 e intensità, nonché per una velocità di&#13;
articolazione più elevata. D'altro canto, le produzioni in lingua russa si caratterizzavano&#13;
per una minore variabilità, soprattutto in termini di estensione tonale, per cui i segnali&#13;
acustici impiegati dagli apprendenti russi possono essere stati percepiti come poco&#13;
salienti sul piano comunicativo o aver dirottato il giudizio degli italiani verso altre&#13;
emozioni. Infatti,i risultati dei test uditivi hanno contribuito a chiarire in che misura le&#13;
produzioni emotive oggetto di indagine venissero decodificate dai due gruppi di uditori,&#13;
11&#13;
aventi una diversa L1. In primo luogo, le percentuali di decodifiche corrette ottenute in&#13;
entrambi i test superano la soglia della pura casualità. Questo significa che le tre&#13;
emozioni considerate (e l'eloquio neutro) sono state discriminate a prescindere dalla&#13;
lingua degli encoder. Questo dato è in linea con gli studi precedenti che hanno&#13;
confermato la capacità degli esseri umani nel decodificare il parlato emotivo anche in&#13;
una lingua diversa dalla propria (cfr. Scherer, Banse, Wallbott 2001; Scherer et al.&#13;
2003; Thompson, Balkwill 2006; Galatà, Romito 2010). Ciò non toglie che, osservando&#13;
le percentuali ottenute dalle due lingue, non sia possibile cogliere dati altrettanto&#13;
significativi e coerenti con l'ipotesi che vi siano delle peculiarità linguo-specifiche in&#13;
grado di spiegare le basse percentuali di riconoscimento e l'elevato numero di&#13;
riconoscimenti erronei associati ad alcune emozioni.&#13;
In relazione alle abilità di decodifica degli apprendenti, anche in questo caso il&#13;
loro livello di competenza (B2) e di conoscenza della lingua e della cultura target ha&#13;
favorito il riconoscimento di alcune emozioni, come la tristezza e in misura minore la&#13;
gioia. Tuttavia, gli stimoli presentati nella L1 degli studenti sono stati identificati con&#13;
percentuali significativamente più elevate. Inoltre, l'alta variabilità dei riconoscimenti&#13;
erronei lascia supporre che il processo di decodifica abbia destato maggiori difficoltà in&#13;
italiano rispetto alla loro L1.&#13;
Considerando i risultati del test uditivo sottoposto al gruppo di italiani,&#13;
emergono alcune tendenze similari in relazione ai riconoscimenti corretti ed erronei.&#13;
Tuttavia, anche in questo caso, l'accuratezza nel riconoscimento è significativamente&#13;
inferiore se si considerano le percentuali totalizzate da ciascuna emozione in Ita L1, Ita&#13;
L2 e Ru L1.&#13;
I risultati ottenuti, pur presentando dei limiti, dati principalmente dal numero&#13;
poco ampio di partecipanti e dall'impiego di materiale emotivo simulato/indotto, vanno&#13;
forse interpretati in una prospettiva interazionista, che concilia la dicotomia universalità&#13;
vs. specificità culturale, promuovendo una visione dinamica della comunicazione&#13;
vocale, sensibile cioè agli aspetti creativi del linguaggio nonché ai vincoli sociali e&#13;
culturali.&#13;
In quest'ottica, l'acquisizione di una lingua seconda implica l'accesso a queste&#13;
peculiarità linguo-specifiche. Per questa ragione, sembrerebbe opportuno riservare nelle&#13;
pratiche didattiche uno spazio alla comunicazione emotiva e in particolare alla prosodia&#13;
emotiva della lingua target (cfr. De Marco, Paone, 2016), nonché alle altre componenti&#13;
non verbali che entrano in gioco nel corso delle interazioni quotidiane con i nativi.
Dottorato di ricerca in Politica, cultura e sviluppo, Ciclio XXIX, a.a. 2016-2017
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