Identità postmoderne : il gioco identitario nella modernità avanzata
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Dottorato di Ricerca in Politica, Cultura e Sviluppo. Ciclo XXXI; L’oggetto di questo lavoro è l’identità personale così come va definendosi nella contemporaneità. Più in particolare, ci si riferisce al modo in cui le persone si definiscono, alle auto-attribuzioni identitarie – essere gay, lesbica, pangender – e al differente peso che a queste attribuzioni viene dato dal soggetto stesso (Sciolla 2010).
Come ci ricorda Ėmile Durkheim (1893) la modernità si caratterizzi soprattutto per una pluralizzazione delle appartenenze che è connessa allo sviluppo di società complesse e articolate. Pertanto, il soggetto della modernità è un soggetto immerso in numerose cerchie sociali, il quale diventa individuo proprio in virtù di questo eccesso di socialità che amplifica la percezione della propria irriducibile unicità. I soggetti si riscoprono sempre più individui, secondo un gergo che li porta a inseguire la propria natura di persone uniche e irripetibili, assoggettate all’imperativo di scoprire il proprio (presunto) sé originario.
Come ci ricorda Giddens (1991), la modernità con le sue incertezze spinge gli individui a costruire una narrazione di sé stessi che possa tenere in piedi la propria esperienza esistenziale. Il sociologo inglese, richiamandosi agli studi di Laing (1967), sottolinea infatti come la modernità possa minare il senso di sicurezza ontologica degli individui, portandoli a sentirsi insicuri fin dentro le fondamenta del proprio essere. In questo perenne processo auto-poietico è proprio il bisogno di fedeltà a una percepita essenza interiore il motore che spinge le persone a individuarsi: sia scoprendo nuove definizioni, sia cercando di liberarsi da descrizioni restrittive di sé; in una dialettica infinita che è poi la dialettica della soggettività: tra scoprire sé stessi e, contemporaneamente, definirsi.
Dunque il processo attraverso il quale il singolo giunge a soggettivare il proprio vissuto sta tutto qui: nel bisogno individualistico di sviscerare e vivere sempre più alla luce del sole aspetti nascosti del proprio Io. Da qui si sviluppa una crescente intolleranza verso le forme di sacrificio nell’esperienza del sé che le singole appartenenze richiedono all’individuo.
In quest’ottica, allora, l’identità rappresenta un dispositivo che serve proprio a produrre nuovi significati, nuove definizioni più congrue ai bisogni individuali, viziate tuttavia (come qualsiasi altra identità) da un intrinseco limite rappresentato dai suoi stessi confini. Si determina allora il seguente paradosso: il singolo cerca nuovi specchi all’interno dei quali riflettersi, ma l’immagine di sé che egli ottiene è sempre parziale, incapace di contenere la sovrabbondanza di vita che rappresenta.
Secondo l’ipotesi qui sostenuta, allora, i due momenti dialettici del darsi un’identità e di cercare di superarla rispondono in fondo allo stesso bisogno sostanziale di autenticità. Per questo le persone, anche mediante la partecipazione a gruppi, possono avvertire il bisogno di definirsi o liberarsi da “etichette” ritenute restrittive. Eppure anche quando il bisogno di liberarsi di alcuni orpelli identitari raggiunge livelli più avanzati, si determina comunque un bisogno di riconoscimento che assume nuovi nomi, etichette e definizioni; se è vero, come sostiene Axel Honneth (2002), che il riconoscimento è un elemento imprescindibile della soggettività. Ed è proprio quello che si vuole mettere in risalto con questo lavoro: evidenziare come tanto il minuzioso enucleare formule identitarie specifiche, quanto le recenti evoluzioni delle fluid identity nascondano lo stesso bisogno di sperimentare una continuità e una sostanzialità della propria esperienza interiore rispetto a un mondo sempre più problematicamente posto in questione.
Per quel che attiene la parte metodologica, la ricerca ha previsto uno studio riguardante gruppi di persone che si definiscono come asessuali, transgender e pan/polisessuali, attraverso una comparazione che mira a ricostruire la differenza dei processi di costruzione/decostruzione identitaria. Lo strumento d’elezione utilizzato è stato l’intervista biografica, attraverso la quale si è giunti a una descrizione sistematica dei processi identitari sinteticamente descritti in questo abstract.Soggetto
Soggettività; Identità; Post modernità; Autenticità; Psicologia; Sociologia
Relazione
SPS/07;